Niger

Il Niger è un paese che presenta caratteristiche ambientali, infrastrutturali e socio-economiche tali da collocarlo tra i paesi più poveri al mondo[1]. Il paese è senza sbocchi sul mare e si presenta come una nazione ampiamente desertica e dalla bassissima densità abitativa: i suoi 1.267.000 Km² sono occupati per 2/3 dall’area sahariana (massiccio dell’Aïr e deserto del Ténéré, precipitazioni inferiori ai 200mm annui) e per 1/3 da un’area saheliana semidesertica a clima sub umido. Quest’ultima fascia saheliana, è a sua volta suddivisa in una zona settentrionale a basse precipitazioni (tra i 150 e i 400mm annui), adatta al pascolo e popolata da allevatori nomadi Tuareg e Peul, e una parte meridionale (con precipitazioni tra i 400 e i 550mm annui), in cui Oeul, Kanuri, Haussa praticano l’agricoltura pluviale ed in misura minore, l’allevamento sedentario. La porzione di territorio desertico, in rapporto a quella semidesertica, è in continuo aumento: le riserve d’acqua sono limitate e il fiume Niger attraversa solo una piccola aerea del paese, confinante con Mali, Burkina Faso e Benin. La superficie agricola del Niger copre dunque una fascia estremamente ristretta del territorio nazionale (13% circa) e le risorse naturali rinnovabili (acqua, terra fertile, flora e fauna) sono costantemente minacciate da precipitazioni irregolari, temperature torride e clima secco.

Se le condizioni ambientali sono severe, anche l’impatto delle attività antropiche non è meno importante. La popolazione nigerina cresce ad uno dei tassi più elevati al mondo (negli ultimi anni in media del 3,6% annuo) e questa crescita vanifica, di fatto, gli effetti della pure importante crescita economica (il PIL è più che triplicato tra il 2000 e il 2010)[2]. La forte crescita demografica, infatti, si inserisce in un contesto di un’economia debole, fortemente legata ad un agricoltura di sussistenza dal fragile equilibrio, viste le estreme condizioni ambientali. La popolazione, circa 15.000.000 di abitanti, è dunque giovane[3], povera e dispersa su un territorio enorme.

Il suo indice di sviluppo umano colloca da oltre trent’anni il Niger ben al di sotto della media regionale[4]. Il 92,4% della popolazione è definito povero, l’81,8% molto povero, il 43,1% vive con meno di 1,25$ al giorno[5]. Se analizziamo il modo in cui la povertà ci dà informazioni sulla società nigerina possiamo notare alcuni interessanti dettagli: basti pensare al fatto che 9 poveri su 10 abitano in ambito rurale e 3 poveri su 4 sono donne. La povertà è sì una dimensione economica, ma è anche drammaticamente visibile negli indicatori sociali che descrivono lo stato del sistema educativo e sanitario del paese:

Indicatore        Niger    Italia
HDI Rank 187/187 26/186
Aspettativa di vita alla nascita 58,4 anni 82,4 anni
Mortalità entro i primi 5 anni di vita 114/1.000 4/1.000
Tasso di mortalità materna 590/100.000 4/100.000
Tasso di alfabetizzazione (% sulla popolazione di oltre 15 anni) 28,7% 99,0%
Durata media dell’educazione ricevuta dalla popolazione con più di 25 anni di età 1,4 anni 10,1 anni
% di studenti iscritti al livello primario di istruzione sul totale della popolazione che appartiene alla corrispondente fascia di età 71,0% 100,0%
% di studenti iscritti al livello secondario di istruzione sul totale della popolazione che appartiene alla corrispondente fascia di età 16,% 101,0%
% di studenti iscritti al livello terziario di istruzione sul totale della popolazione che appartiene alla corrispondente fascia di età 2,0% 64,0%
Fonte: UNDP, Sustaining Human Progress: Reducing Vulnerabilities and Building Resilience, Human Development Report 2014

L’economia nigerina è caratterizzata da una scarsissima diversificazione, essendo in larga misura basata sul settore agropastorale[6]. Questo rappresenta un elemento di forte dipendenza dell’economia dalle condizioni climatiche (variazioni della pluviometria, siccità, desertificazione) e di evidente fragilità del sistema economico nel suo complesso. Il peso dello sfruttamento dei giacimenti di uranio resta marginale e ha un impatto quasi nullo sul benessere delle popolazioni locali. L’attività economica è ampiamente dominata dal settore informale, che rappresenta oltre il 70% del PIL[7]. La bilancia commerciale è squilibrata a causa di una gamma molto ristretta di prodotti esportati contrapposta ad un enorme bisogno di importazione[8]. I prodotti esportati sono uranio, bestiame, prodotti agricoli (cipolle, niébé, datteri, arachidi, cotone), mentre le importazioni principali sono costituite da generi alimentari, macchinari, veicoli, carburanti e cereali. L’economia nigerina è poco integrata con quella degli altri paesi confinanti[9]. Il sistema bancario nigerino non è molto sviluppato e questo, particolarmente in ambito rurale, rappresenta un freno allo sviluppo economico. L’accesso al credito è infatti difficile e limita molto le possibilità di investimenti privati e di innovazioni tecnologiche.

Sul piano politico, all’indomani della crisi istituzionale provocata dall’ex presidente Tandja sfociata nel colpo di stato del febbraio 2010, che ha portato al potere una giunta militare, la situazione sembra essersi normalizzata. Tra l’agosto del 2010 e il marzo del 2011 c’è stato il referendum costituzionale e si sono svolte pacificamente le elezioni parlamentari e presidenziali. L’insediamento ufficiale del nuovo Capo dello Stato, Mahamoudou Issoufou, è avvenuto il 7 aprile 2011. Dal punto di vista della sicurezza interna, sono da registrare alcuni episodi di violenza che hanno recentemente interessato il paese (24/05/2013: duplice attentato esplosivo contro una caserma militare ad Agadez e contro una miniera ad Arlit; 03/06/2013: attacco al carcere di Niamey); si tratta di eventi dai contorni ancora poco chiari, ma che sembrano rientrare in una strategia etero diretta legata al terrorismo internazionale più che ad un processo di destabilizzazione interno del paese. Molte delle politiche strategiche nazionali sono ancora in fase di definizione. Il riferimento, tutt’ora valido, è il documento di Strategia di sviluppo accelerato e di riduzione della povertà[10], che,nel capitolo dedicato all’accesso equo a servizi sociali di qualità, si pone come obiettivo quello di Favoriser l’accès universel aux services sociaux et en faire bénéficier durablement aux pauvres. La strategia individuata per conseguire questo obiettivo si basa, tra l’altro, su:

  • sviluppo dell’istruzione, della formazione professionale e tecnica: il Programma decennale di sviluppo dell’educazione punta a migliorare qualitativamente e quantitativamente il livello di istruzione della popolazione, in particolare (primo asse) attraverso l’accelerazione della scolarizzazione tramite la generalizzazione di un’istruzione di base di qualità, con particolare attenzione ai bambini in contesto rurale, alle bambine e ai poveri. La prima opzione strategica contempla infatti la promozione della scolarizzazione in contesto rurale. Particolare attenzione è rivolta anche all’insegnamento prescolare. Gli indicatori individuati per verificare il conseguimento di questo obiettivo sono: crescita del tasso di alfabetizzazione e del tasso di pre-scolarizzazione (dal 1,4% del 2006 al 7% nel 2015).
  • riduzione della malnutrizione: l’obiettivo del millennio chiede di dimezzare, entro il 2015, il numero di persone malnutrite. Le strategie preventive legate al rafforzamento della sicurezza alimentare prevedono: la promozione della promozione di alimenti nutrienti, la sorveglianza comunitaria, il nutrimento dei bambini a scuola e la diversificazione della dieta.

L’intervento proposto con questo progetto è pienamente coerente con la strategia individuata a livello nazionale e applicata a livello regionale e locale.

[1] Secondo la classifica Human Development Index dell’UNDP il Niger si colloca nel 2013 187° su 187 paesi

[2] Il PIL è cresciuto da 1.710.457.277 US $ nel 2000 a 5.521.079.882 US$ nel 2010, mentre la popolazione è passata nello stesso arco di tempo da 10.922.421 abitanti a 15.511.953. Fonte: UNData http://data.un.org

[3] Il 48,6% della popolazione ha meno di 15 anni.

[4] 1980 : media HDI globale: 0,558; media HDI Africa Sub Sahariana: 0,365; HDI Niger: 0,177. 2011 : media HDI globale: 0,682; media HDI Africa Sub Sahariana: 0,463; HDI Niger: 0,295. Fonte: UNDP http://hdrstats.undp.org/en/countries/profiles/NER.html

[5] Fonte: UNDP, Sustainability and Equity: A Better Future for All. Human Development Report 2011

[6] Il settore primario (agricoltura e allevamento), ha visto negli anni crescere il suo peso nel bilancio  nazionale, arrivando a rappresentare quasi il 43% del PIL nel periodo 2002-2006 (era il 39,1% nel periodo 1995-2001)

[7] Fonte: Republique du Niger, Cabinet du Premier Ministre Secretariat Permanent de la SRP, La Lutte contre la Pauvereté, un Défi pour Tous. Strategie de developpement accelere et de reduction de la pauvrete 2008 – 2012, Octobre 2007

[8] Il deficit della bilancia commerciale è cresciuto costantemente negli anni, passando dal 4,4% del PIL nel 2002 al 7,4% nel 2006. Questo aumento si spiega con una crescita delle importazioni, che rappresentano oltre il 20% del PIL, non equilibrata da una crescita analoga delle esportazioni (14,2% del PIL). Fonte: Republique du Niger, Cabinet du Premier Ministre Secretariat Permanent de la SRP, op. cit. , 2007. Pg. 34.

[9] Solo il 14% delle sue esportazioni avviene con paesi dell’Unione Economica e Monetaria Ovest-Africana; il maggior partner commerciale è la Francia, seguita dal Giappone e da altri paesi europei.

[10] Republique du Niger, Cabinet du premier ministre, secretariat permanent de la Stratégie de Réduction de la Pauvreté, STRATEGIE DE DEVELOPPEMENT ACCELERE ET DE REDUCTION DE LA PAUVRETE 2008 – 2012, Ottobre 2007. http://planipolis.iiep.unesco.org/upload/Niger/Niger_PRSP_2007.pdf

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